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La mia storia

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    Ricominciare una nuova vita

    Tutti possono ricominciare! Anche chi pensa che ormai non ci siano più rimedi o speranze per la propria situazione. Questa è la storia (vera) di Giovanna, una ragazza che è uscita dal tunnel della disperazione in cui si trovava, ricominciando una nuova Vita:


    Mi chiamo Giovanna e vengo da Scalea, una cittadina della Calabria. Sono arrivata al Centro Beser il 21 Aprile del 2004 con una forte depressione, imbottita di psicofarmaci e una dipendenza da alcool.
    Questa è la mia storia: sono stata cresciuta con un'educazione molto rigida, quindi, come succede spesso al sud, si pensa di sposarsi molto giovani per risolvere i problemi, ma spesso non funziona, perché dopo ne nascono altri.Dopo che mi sono sposata, infatti, iniziarono le liti con mio marito, un pò per la mia famiglia e un pò per la sua, e così iniziai ad andare in depressione. In ogni modo con l'amore e la pazienza di mio marito riuscivo a superare le cose, fino a che mia mamma si ammalò e morì. Avevo già i miei figli, erano molto piccoli ed avevano bisogno di molto affetto, ma la depressione è un male che distrugge se stessi e le persone che stanno accanto.
    Mio marito, non sapendo cosa fare, iniziò a portarmi da qualche psichiatra, e così iniziò un altro brutto capitolo della mia vita; in un solo mese ingrassai di 15 kg, vedevo il mio corpo che si trasformava e andavo ancora più giù. Iniziai a ingerire oltre a psicofarmaci, farmaci dimagranti, quindi potete immaginare il miscuglio che facevo. Inoltre si aggiunse un'altra disgrazia: un mio nipote, che io amavo come un figlio, venne a mancare, e così iniziai a fare uso d'alcool perché i farmaci non mi davano più la forza di andare avanti. Mio marito era disperato, non sapeva più che cosa fare. Mi chiedeva perché mi comportavo in quel modo, che cosa mi mancava, ma io non sapevo rispondere perché non lo sapevo neanche io.
    Iniziai a vivere come uno “zombie”, non uscivo per la vergogna e non facevo altro che compiangermi dalla mattina alla sera, ritrovandomi parecchie volte sola, perché mio marito, stufo delle liti, prendeva i nostri due bambini e se ne andava via di casa. Tentai più volte di togliermi la vita ma risultai un fallimento anche in quello. In tutta questa storia una cosa non persi mai: la fede. Pregavo sempre, nel modo in cui mi avevano insegnato da piccola, con preghiere dette a memoria, però io ci credevo e quindi continuavo a farlo.
    Andai avanti così per 15 anni, fino a che un giorno una ragazza che conoscevo si presentò a casa mia dicendo che mi doveva parlare di una cosa molto importante, che conosceva “qualcuno” che poteva risolvere i miei problemi. La feci entrare per non essere scortese, ma non credevo affatto che potesse conoscere una persona tanto potente da farmi guarire, visto che ormai erano 15 anni che giravo quasi tutta l'Italia, per cercare un bravo dottore che potesse comprendere e capire il mio problema.
    Questa ragazza iniziò a parlarmi di Gesù e io, che l'avevo conosciuta anni prima in vesti di bestemmiatrice accanita, rimasi un pò sorpresa, ma continuavo ad ascoltarla per vedere fino a che punto voleva arrivare. Infatti, alla conclusione arrivò ad invitarmi ad assistere a quello che lei chiamava culto. Io mi misi subito sulla difensiva, dicendo che niente e nessuno sarebbe riuscito a smuovermi dalla “fede” solida che avevo e non sarei mai andata a sentire questo culto. Ma un giorno che stavo veramente male decisi di andare. Ne ebbi un'impressione negativa e, quando le persone che erano là dentro si misero a pregare, volevo quasi scappare. Dicevo fra me: “Brava Giovanna, non smetti mai di fare sciocchezze nella tua vita, quand'è che metti un po' di sale nella zucca?” Nonostante ciò rimasi lì. Gloria a Dio perché da quel momento la mia vita iniziò a cambiare. Dopo che il pastore predicò, in me iniziò a cambiare qualcosa, sentii subito pace e da allora non mi persi un culto. Continuavo comunque ad avere problemi e non riuscivo a uscirne, così parlai con il pastore che mi indirizzò ad un centro cristiano evangelico.
    Il 21 aprile entrai al Centro Kades nel reparto femminile Beser. In soli 15 giorni mi liberai dagli psicofarmaci, cosa che non ero riuscita a fare in tanti anni. Iniziai a comprendere, attraverso gli studi e quello che gli operatori del centro mi dicevano, l'amore che il Signore aveva per me, però ancora non conoscevo il Signore “personalmente”.
    Una mattina ci alzammo prima per pregare e realizzai qualcosa di meraviglioso: Dio mi battezzò con il Suo Santo Spirito. Da allora iniziai ad avere un nuovo rapporto personale con il Signore, Egli mi parlava personalmente attraverso la Sua parola. Non riuscivo a crederci, mi sembrava un sogno, ma è una meravigliosa realtà. Dio è vivente e ancora oggi opera miracoli ed io sono un Suo miracolo. Il Suo amore potente mi sta modellando giorno dopo giorno. Non soffro più di depressione, sono guarita e sono una Sua figliuola e il mio desiderio è quello di servirlo e glorificarlo fino a che mi darà vita.
    Adesso posso rispondere alla domanda di mio marito, che mi chiedeva che cosa mi mancava: nella mia vita mancava la persona più importante, Gesù.

    Giovanna
    Tratto da “Sfida Giovanile” su gentile concessione dell' editore.


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