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La mia storia

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    Sete di pace

    Tutto ebbe inizio in agosto del 1973 quando, appena sedicenne, partii da Roma con i miei genitori per trascorrere le vacanze estive in Sardegna, loro paese di origine. Trovai lì mio zio, completamente cambiato dall'ultima volta che ci eravamo lasciati: da qualche mese aveva accettato Gesù come suo personale Salvatore. Qualcosa era avvenuto in lui che non sapevo spiegare. " Il motivo", mi disse offrendomi un Vangelo, è tutto qui".

    Cominciai, incuriosito a leggere quel piccolo libretto e la semplicità di quel messaggio disarmò i miei pregiudizi, lasciandomi intravedere una nuova realtà. Iniziai a frequentare una piccola chiesa evangelica locale, malgrado l'opposizione dei miei genitori che vedevano in questo un tradimento dell'ideale religioso con il quale ero stato educato fin da bambino. Ricordo ancora con commozione quelle riunioni che avevano la semplicità di un cristianesimo antico.

    Rientrato a Roma, la derisione degli amici ed osteggiato dai miei genitori smisi di frequentare le riunioni. Fu l'inizio del periodo più cupo della mia vita: quattordici lunghi anni trascorsi da un abisso all'altro, sempre alla ricerca di nuove emozioni che soddisfacessero la mia sete insaziabile di pace e tranquillità. Iniziai a frequentare compagnie che vedevano il mondo come terra di conquista, combinando malefatte e scorribande notturne ai limiti della legalità. Nel frattempo, per placare l' insoddisfazione della mia anima mi dedicai a studiare musica e suonare.

    Un giorno fui contattato per sostituire un percussionista di una compagnia teatrale che metteva in scena l' "Elena di Troia" di Euripide, nello splendido scenario del teatro greco di Siracusa. Restai così affascinato da quel mondo che mi iscrissi all' accademia di arte drammatica e, bruciando ogni tappa, dopo due anni di studi, prima del saggio d'esame, mi avviai alla nuova carriera con un importante contratto in tasca.

    Ricominciarono però, ad affiorare le paure, le insoddisfazioni e le incertezze rimaste sopite in fondo all' anima. Il mare stava nuovamente agitandosi, salendo incessante verso burrasca quando, nel febbraio del 1987, venni scritturato per una "Passione" (rappresentazione teatrale a carattere religioso). Il palcoscenico era l'abside della chiesa di San Bartolomeo all'isola Tiberina di Roma. Avrei dovuto interpretare il sacerdote Caifa. Iniziò qui quel sofferto travaglio interiore che mi portò a capitolare davanti all' amore di Gesù. Tornavo la notte a casa, dopo le prove dello spettacolo, con l'animo appesantito, angustiato per l'interpretazione che il regista dava al " dramma della croce" con Gesù visto in chiave di rivoluzionario e Giuda come vittima. Mi sentivo profondamente offeso da questo, era come se stessero colpendo il mio più caro amico. Una notte, pochi giorni prima del debutto, non riuscivo a prendere sonno.
    Alzandomi dal letto venni colto da un improvviso malore: una forte vertigine mi fece perdere l'equilibrio e caddi a terra. Ricordo lo stupore allibito di scoprirmi debole e fragile, questo mi colpì più che il male in sé. Due parole affiorarono sulla mia bocca:" Gesù, aiutami".

    Avvertii in quel momento la presenza incoraggiante di qualcuno vicino a me, lo sentii afferrare il mio braccio e, come un naufrago, tirarmi fuori da quel mare di emozioni. Subito dopo, una voce mi incoraggiava a riguadagnare il letto ed aprire quella Bibbia da tanto tempo nel cassetto del mio comodino. Cominciai a leggere il Vangelo di Giovanni. Ogni parola era un passo in paradiso, lacrime dolci di gioia scivolavano dai miei occhi per tutti i peccati che, ad uno ad uno, il Signore in quel momento mi stava perdonando.

    Il mattino dopo ero una nuova persona, tutto era cambiato intorno e dentro di me. Sigarette e alcolici in maniera smodata che bevevo prima di andare in scena, per farmi coraggio, divennero per me cose inutili. Il Signore compì per me il miracolo di una potente liberazione.

    Ritrovare allora la comunità evangelica , fu per me fonte di immensa gioia. Ora vive ancora in me il desiderio profondo di servirlo, onorarlo e amarlo; la Sua presenza è viva e tangibile nella mia vita e la Sua Parola continua a dare vita all' anima mia.

    Luigi Ferris


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